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MUSEO VIRTUALE
Storia di emozioni

Sanremo 1953, iniziano i lavori di costruzione di un complesso destinato allo spettacolo: 1957 apre il Cinema Ariston Giardino, 1962 il Cinema Ritz, 1963 il Cinema Teatro Ariston, 1994 l’Ariston Roof.
Aristide, Piny, Valerio, Argeo e tanti altri hanno lavorato perché cinema, teatro, poesia, balletto, lirica, boxe, gala, convegni, esposizioni, rock, body building, fitness, mostre, cabaret, eventi, trasmissioni televisive, manifestazioni musicali, festival siano «ARISTON».

Ariston e Sanremo un binomio conosciuto nel mondo.

Ariston, Comune di Sanremo, Rai un gruppo di lavoro.

Dalla Rassegna Tenco al Festival della Canzone Italiana, anni di emozioni.

Ariston Vuol dire tutto questo.

E oggi, 25 febbraio 2000, l’Ariston vuole anche esserlo, ed ecco l’ "ARISTON MUSEO VIRTUALE" un percorso, reale e fantastico, tra gli avvenimenti che si sono susseguiti dal 1963; una passeggiata che si snoda fra le sale, i camerini, il palcoscenico e i meandri più sconosciuti dell’Ariston e del suo teatro.

Immagini, suoni, modelli, oggetti animati dalla tecnologia di ieri e di domani, un gioco di cui voi siete spettatori attivi e protagonisti. Un gioco che potrà continuare anche a casa vostra via internet.

E poi tutto si interrompe, si trasforma... e l’Ariston è di nuovo «spettacolo».

Carla e Walter Vacchino

 


 

Se le pareti di questa «location» avessero potuto registrare le voci, l’energia, la musica, le ansie e i suoni dei personaggi che hanno fatto grande in cinquantanni il Festival di Sanremo, si riverserebbe sul palcoscenico dell’Ariston una incredibile sequenza di immagini colorate e straordinarie per il videoclip, se volete virtuale, ma certamente interpretativo di questo paese.

Mario Maffucci
Vice Direttore Rai Uno



Che nasca un museo dell’Ariston mi sembra evento da festeggiare.
Che poi il museo venga detto «virtuale» non mi stupisce, se virtuali diciamo anche i sogni, i fantasmi, i desideri, tutto ciò che rappresenta al meglio l’essenza di un festival, e l’essenza stessa dello spettacolo.
L’Ariston è uno dei fari dello spettacolo in Italia, il vertice di quella triangolare macchina produttrice di sogni che è Sanremo.
Un teatro immenso e ospitale, una vera casa madre, in cui musica e immagine, cultura e piacere, alto e basso, comico e sublime, si incontrano e si tengono per mano.
Non dimenticherò mai di aver visto sul suo palco Stan Getz che suonava il sax malfermo sulle gambe, o Liza Minnelli che ballava più scatenata che in un musical... e sul suo schermo, film, tanti grandi film, tante porte luminose aperte magicamente sul mondo e sul nostro cuore.
Dunque Ariston uguale sogno; ma anche realtà.
Perché la realtà, e gli uomini più saggi lo sanno, è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.

Giuseppe Conte

In una settimana di «passione» vera come quella del Festival della Canzone, che festeggia i suoi cinquant’anni, ritengo che l’iniziativa del teatro Ariston di organizzare un «Ariston Museo Virtuale» sia l’ideale completamento di un evento, come il Festival, che sta polarizzando l’attenzione degli Italiani. Perché il teatro Ariston non è un teatro come tutti gli altri. È un teatro che è entrato nell’immaginario degli Italiani, che ha accompagnato il Festival per metà del suo cammino e che, soprattutto, non è soltanto Festival: sul suo prestigioso palcoscenico si organizzano altri importanti avvenimenti (cito, per tutti, la Rassegna della Canzone d’Autore-Premio Tenco) e sono passati tutti i maggiori personaggi dello spettacolo mondiale. L’Ariston è, quindi, un pezzo, importante, della storia di questa città che ha, idealmente, raccolto il testimone di un altro teatro carissimo alla memoria dei Sanremesi come il vecchio Teatro Principe Amedeo. Ritengo che questo museo, che guarda al passato ma lo fa con strumenti modernissimi, sia il giusto riconoscimento al ruolo di questa struttura cui la città deve moltissimo. Auguri anche al Teatro Ariston.

Antonio Bissolotti
Assessore al Turismo e Manifestazioni