Ariston Sixty Years

00_Copertina[1]

Tuffarsi nei 60 anni del “Festival” è un gioco inebriante che ti porta alla riscoperta di immagini, emozioni dimenticate che aspettano solo di tornare a vivere per raccontare la loro storia, archeologia musicale, di costume, della vita e dell’evoluzione della nostra Italia.

Sono solo canzonette, ma i loro motivi hanno scandito i momenti importanti delle nostre esistenze ora forse non è più così perché tante, troppe sono le note che risuonano nella nostra mente e non riescono più a legarsi ai battiti del nostro cuore.

Foto di cantanti artisti, manifesti, spartiti, dischi con le loro copertine, luci, scenografie, curiosità, testimonianze scientifiche, interviste e autografi , un collage colorato per ogni anno delle 60 edizioni che vuole suscitare un emozione.

Il formato non poteva che essere quello del caro 33 giri, simbolo di una spirale avvolgente che, come un formidabile magnete, sprigiona, dalla forza dei ricordi, l’energia per la creazione delle edizioni di oggi .

Una struttura magmatica, un collettivo multimediale che grazie allo sforzo coordinato di centinaia di persone, dalle esperienze professionali più variegate riesce ogni anno a ripetere, nella sacralità del “Palcoscenico” il miracolo di Sanremo.

Ed ecco che così ,via via sono stati conosciuti dal grande pubblico e hanno iniziato le loro straordinarie carriere Nilla Pizzi, Modugno, Mina , Celentano, Bobby Solo, Tony Renis, Zucchero, Laura Pausini, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Bocelli e non solo.

Quella magica sera al Casinò nel 1951 ha dato il via al “Festival della Canzone Italiana” alla cui ideazione ha partecipato Amilcare Rambaldi e segnato l’avvio di un percorso musicale che nel 1972 sempre “Amilcare” ha completato con la creazione del “Tenco” ovvero la “valorizzazione e divulgazione della Canzone d’Autore” di cui Benigni, Bertoli, Conte, Guccini, Nannini, Pino Daniele, Vecchioni e altri ancora, sono interpreti ed “apostoli”.

Contemporaneamente Aristide Vacchino iniziò nel 1952 la costruzione del Centro Ariston che venne aperto in tempi successivi: nel 1957 il Cinema all’aperto sul tetto, nel 1961 il Cinema Ritz e infine nel 1963 il Teatro Ariston.

Nel 1977 il destino del ”Festival” si unisce a quello del Teatro Ariston e nel 1974 anche la “Rassegna della Canzone d’Autore” prende vita sul palco dell’Ariston, due facce di una stessa medaglia.

Medaglia che è diventata sempre più preziosa e lucente grazie all’impegno e alla partecipazione di soggetti fondamentali: Casinò , Comune di Sanremo e Rai.

Nasce il 21° quaderno “Ariston Sixtyears Sanremo” , un omaggio di tutti noi del Teatro insieme a collaboratori, personaggi, artisti, uomini di scienza, che hanno contribuito alla sua realizzazione – Natale Neri, Piero Bacchetta, Alfredo Moreschi, Giorgio De Bon, Roberto Coggiola, Pablo Rossi, Bruno Monticone, Prof. Gianni Celata, Pippo Baudo, Paolo Conte e Antonella Clerici, -, omaggio per celebrare tutte le persone, dall’Artista al Tecnico che con il loro lavoro hanno creato il mito “Sanremo”

“Sanremo” che dopo 60 anni, con l’aiuto delle nuove tecnologie, è destinato a volare sempre più in alto e sempre più lontano.

Walter Vacchino

02_Pag%2002[1]

07_1951[1]

18_1962[1]

Era il 6 luglio 1912 quando Donald Lippincoott registrò il primo record nei 100 metri a Stoccolma di 10’ 6.

Usain Bolt, come molti altri prima di lui, lo ha infranto l’ultima volta il 16 agosto 2009 a Berlino, impiegando 9’58.

Una sfida che si rinnova e che con il passare del tempo acquista valore e riassume una filosofia di vita. Il mettersi in gioco per superare i propri limiti e per arricchire la vita di emozioni e sentimenti, destinati a lasciare un segno . Se vogliamo il Festival è una gara culturale che oggi abbraccia diverse discipline, quelli più evidenti e le protagoniste della manifestazione, ovvero la musica e il canto, ma anche l’arte della scenografia della sceneggiatura ,della regia, la gestione delle esigenze tecniche, dal suono, dalle luci, alla messa in onda e infine lo sforzo manageriale di gestire la macchina nel suo complesso.

Ogni comparto per 60 anni ha provato a battere quello dell’anno precedente contribuendo a creare una storia preziosa, che oggi possiamo guardare con orgoglio. Probabilmente nel campo culturale Sanremo rimane uno dei pochi luoghi fortunati dove è possibile ogni anno misurarsi per fare sempre qualcosa di più, per osare, per vivere con emozione l’onere e l’onore della sfida.

Andrea Vacchino

2010, il Festival della Canzone Italiana è volato al suo 60mo anniversario, la gara canora più longeva, che io conosca. Amata, odiata, criticata elogiata, sempre comunque attesa ogni anno!

Grazie al lavoro e alla competenza di migliaia di persone ( e non esagerare) la manifestazione è cresciuta nel tempo fino a diventare una realtà storica della musica leggera nel nostro Paese.

Nel 1977, trasferitosi all’Ariston, c’è stato grande entusiasmo ed emozioni in famiglia al pensiero di poter ospitare il più famoso evento di musica in Italia.

La mia gioia più grande, però, era mio padre, che vedeva in parte realizzarsi il progetto che da sempre gli frullava nella mente, ovvero che l’Ariston potesse diventare in futuro il “Palazzo” del Festival del Cinema, visto che quello della canzone si svolgeva già al Casinò.

Personalmente voglio ringraziare e dedicare questo quaderno di “Amarcord” a tutti coloro che hanno vissuto i sogno e lavorato al “progetto” Festival di Sanremo in questi anno, e che con il loro contributo fanno vivere ogni anno , questo evento come se fosse la prima volta.

Carla Vacchino

34_1977[1]

40_1983[1]

64_2007[1]

67_2010[1]

86_Pag%2090[1]